Esami diagnostici

Cos’è l’ecografia prostatica transrettale

Cos’è l’ecografia prostatica transrettale

L’ecografia prostatica transrettale è un esame diagnostico che consente di controllare la morfologia della prostata, ghiandola ricca di liquido seminale. Grazie alla cattura di immagini visibili su uno schermo, questa tipologia di analisi verifica eventuali lesioni o formazioni anomale, attraverso un’ampolla inserita all’interno del retto del paziente per un breve tratto.

Con un elaboratore informatico vengono emesse delle onde sonore non udibili dall’orecchio umano, che rimbalzano sui tessuti e sugli organi interni, determinando così la dimensione e le caratteristiche della prostata.

A COSA SERVE L’ESAME DIAGNOSTICO

La particolarità dell’ecografia transrettale sta nell’individuare e valutare la salute della ghiandola, attraverso una sonda interna che raggiunge spazi di difficile osservazione. Rilascia quindi una diagnosi precisa in caso di lesioni piccole, verifica dubbi derivanti dall’esplorazione rettale o come la prostata reagisce a precedenti terapie mediche: il tutto usando degli ultra suoni che non danneggino il nostro organismo.

La procedura dura circa 10 minuti in cui il paziente, sdraiato sul lettino con le ginocchia verso il petto, aspetta un primo controllo da parte del medico. Si effettua inoltre una prima fase d’ispezione rettale digitale che impedisce eventuali disagi all’inserimento della sonda. Qualora si usasse un medicinale anticoagulante, prima dell’esame è possibile sospendere la terapia medica una settimana prima e per prevenire infezioni, si consiglia l’uso dell’antibiotico da iniziare la sera del giorno precedente e continuare i giorni successivi.

QUANDO È CONSIGLIATA E QUANDO INVECE NO

L’esame alla prostata è considerato un procedimento indolore ed è raccomandato per individuare probabili asimmetrie o calcificazioni alla ghiandola. Può essere ripetuto più di una volta anche in periodi di breve distanza. Nel caso in cui ci fossero diagnosi specifiche, dove non può arrivare l’ecografia arriva la biopsia prostatica, con cui si possono chiarire diverse complicanze, come a esempio elevati valori ematici di PSA (Antigene Prostatico Specifico).

Non può essere usata però in pazienti sottoposti precedentemente a interventi demolitivi pelvici o rettali e, in caso di emorroidi sanguinanti, di stenosi anali, è preferibile non usarla: rischio, la difficoltà nella minzione. Bisogna per tanto procedere con estrema cautela.

Per ritornare a pieno regime dopo l’esame, devono essere passate almeno 24 ore, questo poiché bisogna evitare sforzi intensi. Si riprenderanno poi le diverse e possibili terapie anticoagulanti dopo tre giorni dal test qualora lo si fosse fatto per precedenti perdite di sangue.

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